mediterranea

ti avrei amato

mediterranea

madre meticcia

di gelsomini

venere puttana

di imam

savoiardi e babba’

ti avrei amato

fossi stata

oriente di pretini

in camporella

e ti avrei tradito.

 

 

Cipriano Gentilino

Ph dall’web dipinto di Alessandro Siviglia

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ombre cinesi

io e te ( chiunque tu sia )

siamo ombre sul telo

al gioco di luce pallida

nel teatro degli altri

le danze sono musiche

di violini senza corde

gli abbracci distanze

diffidenti senza baci

io e te ( ora so’ chi sei )

siamo follia

se spegni la luce

senti la mia carezza

e ti dirò chi sono

cipriano gentilino

maschere

un vento trascinerà

rantoli di foglie secche

prima che piova

il pianto delle maschere,

lamenti tra muri tentennanti

nella riga di maestre badesse

e priori viziosi

nei confessionali ipocriti,

un vento imperterrito

ci denuderà riflessi

di uomini pari al bisogno

come riverbero di stelle

nel miraggio di questo deserto

cipriano gentilino

anima mia

Peripatetica tra ulivi e cicuta

appiccicata ai muri dei folli

e nei chiostri dei flagellanti

abusata da pie labbra giulive

nei petti freddi degli infami

verso molliccio di amori illusi

dispersa tra morti in guerra

e neppure un fior di loto

a farti animo.

Ⓒ Cipriano Gentilino

Abbaglio

Nella ragnatela di vetri rotti

tra stipiti storti dall’artrosi

inebriate di palpebre umide

pure le stelle sono in ritardo

alle linee insensate delle dita

nelle notti sole prima

di svanire all’abbaglio

 

ⒸCipriano Gentilino

Dictaturae

Scintillio di cristalli

agli archi dei trionfi

non rasare il collo

alla ghigliottina

prima sono altri

i nemici,

prepara

i polmoni ai gas

bacia i tuoi figli

d’affetto e resisti.

Cipriano Gentilino

Maschio

Recluso dal filo spinato

dei tuoi occhi ciechi

abusato dalla barba

maschia dei tuoi padri

 

prova il pugno solo

tra giostrai, la mira  

tra  pesci rossi

la caccia è aperta

per soli anti-biotici

a mandrie claustrofobiche

 

dormi solo il sonno

del tempo andato

una carezza

forse femmina

ti sveglierà.

ⒸCipriano Gentilino

Totem

Totem imbarazzati

senza vesti e monili

non attendono rosari

nè osano il bacio

nella palude stantia

sfumano senza figli

nel disuso d’amore.

Cipriano Gentilino

Versione tradotta in spagnolo da Vincente – http://poesiaistante.wordpress.com

Totem avergonzado

sin ropa y joyas

no esperan rosarios

ni besan el beso

en el pantano añejo

desvanecerse sin niños

en el desuso del amor.

 

Indiscreto


Indiscreto mi cerco

nel verso impudico

silenzio di carezza

mi ascolto nei baci

incerti nell’ignoto    

spurio tra sedie pari

nelle osterie certe

degli ebbri di sé

 ⒸCipriano Gentilino

Gioielli Rubati 12: Vicente Vives – Giovanni Luca Asmundo – Bruno Lugano – Kurt Adler (trad. Anna Maria Curci) – Cipriano Gentilino – Luca “Yoki” Parenti – Marilena Monti – Iole Toini.

almerighi

QUESTO POST E’ DEDICATO ALLA MEMORIA DEL POETA BRUNO LUGANO

NON CREDO PIU’ NEGLI UCCELLI

Fa ancora male
la bocca di chiamarti senza sosta.
Sei diventata quell’odore
quello che non scompare dal mio naso.
Eravamo amici
come sono il bambino e il giocattolo,
amici di bolle,
di tragiche bolle di polvere
che esplodono come uomini.
Non ho mai voluto scoprire
di cosa hanno saputo le tue notti di assenze?
Non mi sono preoccupato di quale colore
Era il limbo dei tuoi occhi tristi,
né il modo delicato di spazzolare le foglie
cosa hai scritto

Non voglio più ripeterti
l’assurdità che l’oblio è fatto senza di te,
né il dolore che provo quando lecco
le ferite che ancora vorrebbero guarire.
Il peggio non è la morte di tutte le poesie
in questo giorno di luna sorda e muta,
ma la sconfitta dei poeti.
Non nasceranno mai per piangere.
Affondo l’oscurità dell’inno…

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VETRINE

Foglia storta dal vento

sfuggito ai porti rinserrati

scricchiola nei refoli dei

crocicchi indifferenti tra

manichini travestiti nelle

vetrine opalescenti per

far finta che sarà festa,

tra  clochard e sigarette

spente nel roco soffio

di femmine esalato per

 far finta che sia amore.

 

ⒸCipriano Gentilino

GRU

Migrano come gru

al tepore senza muri

pellegrini al miracolo

nei confini degli imperi,

stormi fanno figli

dell’affanno nell’attesa

dell’altra apparizione.

ⒸCipriano Gentilino

codice binario

siamo geroglifici

sul quaderno a righe

storte dall’umido

caduto alle palpebre

sul grembo incerto

senza madrasse,

candore tra tepori

di tagliole evanescenti

a caccia chiusa,

geroglifici ritagliati

senza sesso

EU-TOPIA

muoiono diafane utopie

negli scarti degli outlet

tre parole di etichette

sui cartoni nei treni

dei binari 21

ceneri gasate alla nebbia

cadono per caso

un colpo per due

muoiono dormendo

senza dovere un sogno

ⒸCipriano Gentilino

Foto di Fabrizio Ielmini, dall’web.

Love

senza luna funanbolo

tento la corda

tra me e me

con piedi scalzi,

oscillo senza riguardo

sui vuoti a perdere

tendo i muscoli

in equilibri impudici

sfratto il disincanto,

non ridò più la corda

all’orologio che ho al polso

sciamani

talora senza attesa              

adagiamo lo sguardo

sfuocato nel vuoto

delle fantasticherie

lambiamo il niente

tra le pieghe contorte

del soffio ancora caldo

il limite che non c’è

tra noi e il nulla

rasentiamo l’assenza

senza sapere perchè

 

 

In Sicilia, per la Festa dei Morti nella notte tra l’1 e il 2 novembre i bambini ricevono “ dai parenti morti “ in dono giocattoli, dolci di martorana e pupi di zucchero  con lo scopo di mantenere un legame affettivo con chi non c’e’ più e che continua a vegliare su di loro. La Festa sta’ scomparendo dopo la recente diffusione di Halloween.

nella nebbia

nella nebbia

che cola umida

meridiane pregano

litanie affiatate

a respiri di muri

di notti senza amore,

annoiate cercano

dèi perturbanti

la solita ora

nel vuoto tra stelle

il sapore di un bacio

sui ponti rialzati

Gioielli Rubati 8: Luca “Yoki” Parenti – Piermaria Galli – Cipriano Gentilino – Antonio Pibiri – Felice Serino – Luciana Riommi – Antonio “Barman” Bianchetti – Franz.

almerighi

ho annotato

aspettarti stasera.
una cosa che devo fare.
darti un bacio. seconda cosa.
con moderazione dolce
darti un pizzicotto sul culo.
poi dovrei toglierti i pantaloni
piano piano le mutandine.
altre cose che devo fare.
osservarti nella penombra
l’ombra tua sindone
stampata sul muro
come fisiognomica atomica.
la relazione platonica
può essere un’erezione
continua. non si fa caso
ai difetti. o agli eccessi:
droga breve che stona.
oddio, la nuova capigliatura
quanto ti dona.

di Luca Parenti Yoklux qui:
https://yoklux.wordpress.com/2018/10/18/ho-annotato/

*

(tempo fa) #2

[quello che dovremmo amare]

le tue lenzuola e tu chissà dove.
una piena del fiume e la tua casa al mare.
il grande bianco dei tuoi seni ieri e le tue parole oggi.
l’attimo che mi finisci di stampare nel mese che potresti essere tu.
spedirti in posta e ritirarti in un albergo dove non siamo mai stati.
quel quando tutto fila liscio tutto fila…

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Tirassegno

tiriamo fuori le coperte

rattoppate dall’armadio

tarlato, farà più freddo,

barboni beviamo aceto

alla veglia per le ignote

degli orgasmi impotenti

fiaccole fredde strafatte di

cera colata nei sottoscala

ammuffiti di sputi distratti,

farà freddo tra i tirassegno

senza lenzuola tiepide

del letto, nelle tasche

la pioggia

la pioggia d’autunno

dei cieli anneriti

scioglie lenta epitaffi di

occhiali e scarpe di cenere

giacche rattoppate di piombo

e cadono di notte dal platano

foglie rosse scosse

senza coro di versi ribelli

Atelier

nebbia piovosa

sul lastrico a ciotole

dei vetri riflessi scivolati

dall’atelier dei colori

di tele diffidenti

stropicciati pentagrammi

e versi senza vino

per piazze svuotate

appannate

ⒸCipriano Gentilino

passamano

tra i filari delle colonne

dei templi scoperchiati

occhi avvampati di

fumo roco

di trinciato arrotato

nelle mani sputate

strizzano il tramonto

ai dispari del ramadan

che fanno figli per la terra

che li infagotta già

per bollicine d’oltremare

nei calici tra i denti d’oro

delle borse in ecopelle

Ⓒgentilino

libri amArgine: Facciamo Due Passi Incauti di Gentilino Cipriano (e book omaggio scaricabile gratis) – reblog da Almerighi che ringrazio.

almerighi

Gentilino Cipriano è un signore, figlio del proprio tempo e legato, come a una sorella, alla propria sensibilità. Un signore che si presta alla poesia col garbo di chi tiene nascosta una daga da autodifesa tra le pieghe del cappotto (anche per citare una poesia inclusa l’e book).
Sa farne con la forza di chi la sa vedere, spesso in situazioni che con la poesia non avrebbero apparentemente nulla a che fare. Ne apprezzo molto la capacità di sintesi che rende forti e compatti i versi sotto ogni punto di vista. Oltre alla cura del particolare, immagine dentro l’immagine, in cui Gentilino eccelle.
Non prende distanza dal personale, d’altra parte dietro un lavoro, dietro la creazione del foglio scritto, c’è sempre un autore in carne e ossa, uomo o donna che sia. Ci sono incontri, scontri, momenti di riflessione, ripiegamenti personali. Quello che li rende poesia è la mano di…

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Ieri

Ieri fiori al tuo cippo

scolari distratti di maestre

ripettinate per i sindaci

di un’altra targa come piombo

dopo lotte continue nella nebbia

guru di dispersi e

illuso lanciafiamme a cose loro

Mauro nè eroe nè padre

vittima del piombo

che portavi solo in tasca

dalla nebbia di Macondo

neanche il vento smuove i fiori

ma non è più tempo di ieri.

27 settembre 2018

a mauro rostagno vittima della mafia a valderice il 26 settembre 1988

 

Ⓒ Cipriano Gentilino