impronte

Avremmo dovuto essere folli

e lasciare le nostre impronte

sul confine trasgredito prima

di specchiarci muti nel caos,

parlarci sul bordo del lecito

di numeri e gessi a campana

irridere alla sconvenienza di

ricordi svelati alla clausura.

Avremmo dovuto essere più folli

e lasciare spudorati le impronte.

ⒸCipriano Gentilino

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Gioielli Rubati 40: Giuditta Michelangeli – Filippo Fenara – Cipriano Gentilino – Chiara – Matteo Rusconi (roskaccio) – Daniela Cerrato – Riccardo Mattii (Sin apsi) – Bozhidar Pangelov.

almerighi

RETROUVAILLES

Il saluto è il rito iniziatico
soffiato sulle bocche degli infanti;
l’insipida e allentata abitudine
delle otto negli uffici.
Ma talvolta dal saluto
si srotola il testimone peggiore
di certe mancanze
che si ornano di un cenno
in fondo all’asse delle strade.

È lì che ti raggiungo
dove si condensa tutto
dentro un unico centro
come un punto di fuga
come il fondo denso
d’una tisana all’arance,
dove si ricuce la pelle
attorno a steli d’ossa
e si rimpolpano pure i melograni.

E della tempesta sul Tamigi
il mio sole più grande.

di Giuditta Michelangeli, qui:
https://giudittamichelangeli.wordpress.com/2019/05/01/retrouvailles/

*

Questa Giornata Qui

Battiti fino allo spasmo più recondito
per inspirare l’essenza di questa giornata
trapunta dei luccichii di occhi riflessi
su verdi mantelli e celesti soffitti.

Dondolati nel rollio di tiepidi aliti d’angelo,
crogiolati in gorghi e spirali liquide
e non crucciarti se i baci donati ai rospi
non li…

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fili di seta

 

Perdonami qui, ai confini della vergogna
ora che solo il pudore trattiene il fiato
della estraneità e la testimonianza
non ci lascerà crisantemi tra i giusti.

Ci eravamo illusi di avere il tempo
di lasciare il rammarico, tra le vesti
non troppo stracciate, alla malinconia
e rifare voti ai cieli di nuovo illibati

ma è stato solo chiarore il tramonto
dopo che lo abbiamo lasciato andare
di là dove il ricordo ci sembrava oblio
e radici le mani dei fili riannodati.

Neppure i sogni tornano a tramare
le notti coi fili di seta rubati ai bachi
e le strade si rincorrono per chiese
sempre aperte all’obolo dell’incanto.

Sui vetri chiusi muoiono affrante le api
alla luce spenta della passione furtiva
per il contrabbando cinico di umanità.

Ma ora dormi le tue trame. Io annoderò
per te fili di seta anche questa notte.

© Cipriano Gentilino

Preghiera

Non sò chi sei, forse

ci siamo persi distratti

nella litania dei grani

che aspettano il turno

dei misteri gaudiosi e

tra ricordi evasi di notte

come ombre sui muri,

 

il tempo ci ha sfiorato

nell’inganno del solito

andirivieni della risacca,

le parole erano marcite

nel cesto dell’artificio

consueto di fuochi spenti

e i cappotti fingevano riti

di corone di spille e fiori.

 

Tu non sai chi sono, forse

ci siamo persi sgranati tra

misteri dolorosi nel vento

di questa bora volgare dei

refoli scordati nel deserto.

 

Io ora sono un vuoto e tre righe

tu ancora un numero tatuato

avvicinati e adagia la tua mano

alla mia, giunte come preghiera,

e tra le righe dei palmi sciolti

risentiamo il tempo del tepore.

 

ⒸCipriano Gentilino

Piove,piove ancora.

 

I vetri appannati

piangono polvere

calata con gli unni,

 

la quercia ingrigita

lascia scivolare il nido

senza più vergogna e

 

gli uccelli parlottano

di briociole e politica

riparati nel sottotetto,

 

solo una merla miope

becca e ribecca testarda

un buono pasto scaduto

 

ma ora dammi una mano

a spannare questo vetro e

allunga il fiato. Spiovera’.

 

 

ⒸCipriano Gentilino 2017-2019

Aironi al confine

Teorie di mummie mute,

rifatte vergini, stendono

corone di spine sul filo

rimasto agli stupri e

facce pettorute sparano

presto per andare a puttane.

Solo aironi volano dove

i roseti amano azalee

e gli indiani americani liberano

schiavi negri con gli indù.

ⒸCipriano Gentilino

meteore

Odori anche tu di erba tagliata
vieni siediti vicino a me.
Aspettavi anche tu le stelle ?

Sono già cadute
abbiamo perso il tempo
le masche* ci hanno ingannato.

Che speravi ?
– ritrovarmi folle e tu ?
Folle lo sono già
volevo un nome.

Ora vicini odoriamo di cielo
spegni questa luna indecente
siano noi perseidi stanotte.

 

Cipriano Gentilino ©2017-2019

*La masca è una strega del folclore piemontese.

le parole….

Le parole sono puttane
costrette ad illudere
dalla tratta dell’incanto

sono ricolorate d‘amore
per un emoji opportunista
di sabato dopo la pizza

un accento saprofito
sulla oh per l‘accoglienza
tra le lenzuola del padrone

l’anima è la più richiesta
per orgasmi veloci
scartati al cioccolato

l’umanità non si lava più
gira ubriaca tra bettole
squartata dagli abusi

affasciate nei bordelli
sono streghe di ungenti
per la notte prima del rogo

e aspettano rime di poeta

 

 

Cipriano Gentilino ©2017-1019

 

ph : Banski ( dall’web )

Identità

Ti amo donna mai mia

ci appartiene il tempo
confidente delle albe
sciolte sulle lenzuola
stropicciate dai sogni,

il sorriso ingenuo,

la carezza del respiro
dopo l’amore quando
le ombre ci lasciano.

Ti amo mai tuo, donna.

 

Cipriano Gentilino © 2017-2019

 

notre dame

cercano madri

le ceneri delle streghe

rinate dai patiboli accatastati,

le carni troppo benedette

nel retrobottega degli altari,

le ultime bolle prima

dei fondali torbidi,

con le mie anime folli

anche io mi aspetto

tra le acque rotte di mia madre

ora che diluvia

Cipriano Gentilino Ⓒ 2017-2019

Preghiera

Scricchiola accartocciata

nella vergogna degli ossimori

la mappa del disinganno,

 

sul crinale dello scandalo

gracida di dialetti e disamori

tra contorsioni di fantasie

nei caos delle piogge acide

 

ma uccelli migranti tentano

mappe dopo le mangrovie

dove l’estraneo era un’ombra

e mani giunte sentono l’ora.

 

Cipriano Gentilino  Ⓒ 2017-2019

Gioielli Rubati 31: Giuseppe La Mura – Cipriano Gentilino – Frabrizio Centofanti – Felice Serino – Paolo Beretta – Maria Allo – Marco G. Maggi – Anna Leone.

Mi fa piacere riaprire il blog con “Gioielli Rubati” curati dal poeta Flavio Almerighi, che ringrazio, e con un ” a domani ” indeterminato ma aperto alla possibilità di scrivere.
Chiedo scusa per l’interruzione.
Grazie per l’interesse e la vicinanza.

almerighi

I miei risvegli
Sono intinti nell’indaco
Oltre me
Si svegliano anche i ricordi
E dunque sprofondo nel mare
Che mi porto dentro.

di Giuseppe La Mura, qui:
https://giuseppelamura.wordpress.com/2019/03/14/15620/

*

a domani

sto dormendo, chi siete ?

siamo te

e che fate ?

cerchiamo il tempo, lo abbiamo perso al luna park

e quelle ombre ?

umani come noi fuggiti dal giostraio

oh !

dormiamo insieme e un tempo forse ci troverà

e per loro

facciamo spazio nel letto ora.

A domani.

di Cipriano Gentilino, qui:
https://ciprianogentilinonuccio.wordpress.com/2019/03/14/a-domani/

*

Tornare a casa

Avevo fame, e mi avete respinto,
ma avete fatto la fila per ricevermi nell’ostia.
Avevo sete, ma mi avete lasciato
in balia delle onde, dell’acqua che dà morte,
anziché dissetare.

Ero malato, ma vi siete rifatti il viso un’altra volta,
piuttosto che occuparvi del mio volto sfigurato.
Ero straniero, ma mi avete bollato
come nemico della pace, pur di serbare

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homo sapiens

 

Sono un uomo

o così mi pare

anche tu, forse

 

ci siamo persi

 

non fidarti di me

brucio parole

per scaldare

i morti di un ieri

chissà quale

 

ho perso pure il tempo

anche tu, forse

 

se hai un dio

chiedigli dov’è

ma non ti fidare

neppure di lui.

 

 

 

 

©CiprianoGentilino

isola

Nodo, lasciato al mare

dal cordaro,

terra rafferma per

crocicchi di radici

mai tutte note

e tele disfatte

nelle notti dell’inganno,

isola di fiori di campo

e migranti,

sei nodo imbrogliato

di byzantium.

©Cipriano Gentilino

in attesa di risacca

 

come cocci di coppe sulla battigia

brindate di notte da labbra ormai

fredde alle paredolie di nuvole

andate ora a piovere altrove

neanche un  riflesso di senso

in questo silenzio estraneo

prima che la risacca ci prenda

pesci rossi a trovare una coda

ⒸCipriano Gentilino

snodo

snodo cotone e corda

di lacrime trattenute

dall’erba della collina

dove scroscia il dirupo

delle esistenze incerte

 

odisseo di fantasmi

folli e ombre vuote

nel nulla del tempo

irrisolto dal dubbio

snodo fili di corda e

seta di amori finiti

 

odisseo di essenza sono

pioggia controvento

per il grano

della sacca di penelope

 

 

                         ⒸCipriano Gentilino

 

 

geroglifici

 

Il vuoto s’adagia

lento tra i sudari

dei riti del silenzio,

sui vetri appannati

del fiato ingiallito,

sugli stipiti delusi

delle vene molli

 

e furtivo s’insinua

il tempo svanito

tra le nebbie

di corpi illusi

di avere un’anima.

 

Caute dita forse

tenteranno nuovi

geroglifici di sabbia

per volare ancora

al primo vento.

 

 

Ⓒ Cipriano Gentilino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

chewing gum

 

 

Il tempo ci ha traditi

lo pensavamo nostro

mentre ne facevamo

bolle di chewing-gum

e gli lasciavamo

labbra da baciare,

 

ci ha reclusi

ora che le ossa

scarnite non lo sanno

più rincorrere

 

solo illudersi di riaverlo

per trasognare

ancora per un pò

di liberare nuvole

Acetoselle

 

 

In questo vento lunare

si squietano ondivaghe

le mimose

eppure le mani raccolgono

acetoselle

alla Vergine*gravida e silenziosa

    nera del nubifragio

e alla mia anima,

di quattro ossa e qualche speranza,

sembra già che

possa farsi concava

anche per un miscredente.

 

*Quadro di Madonna nera scampato ad un nubifragio. Santuario di Custonaci (TP).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gioielli Rubati 26: Vincenzo Costantino Cinaski – Irene Rapelli – Luca Yok Parenti – Agostino Resta (AGORES) – Riccardo Mannerini – Amina Narimi – Emilia Barbato – Bianca Bi.

almerighi

SOLO PER ME

Il mondo
mi ha regalato il mondo
con tutte le sue contraddizioni e le sue
curve.
La vita
mi ha cercato
solo quando mi nascondevo.
La luna
mi ha trovato
in preda a un furto.
Le stelle
hanno illuminato
solo perché non avevano niente da fare.
Il cielo
ha cercato
di prendermi in giro e io ci ho creduto.
La strada
mi ha stretto la mano
e ci siamo sorrisi.
Finalmente
ho cercato qualcosa di blu
e tra notte e cielo
ho trovato
l’ultimo angelo che mi ha portato via
dall’inferno e dai sentimenti
accontentandosi del semplice fatto che
sono vivo.
E ringrazio Dio che lo sia anche lei
per me
solo per me
e forse anche per voi.

di Vincenzo Costantino, qui:
SOLO PER ME

*

LUX AETERNA

La marea cacofonica bisbiglia
iati, mezzi toni, sfumature,
lampi d’oscurità nel parapiglia
dell’adulto, l’assedio di paure

dissezionando vuoti…

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amici

non sapevamo
di cappotti bucati sottopelle,
i sassi levigati a salsedine
e sospiri di sesso
si facevano biglie per noi
tra gli aghi dei pini,
tu facevi cantare i pesci
lui pescava arcobaleni
siete arrivati prima
il cappotto di
Mauro
lo appesero dopo,
dispersi, sento ancora
fiori
rossi di pudore
fare l’amore

 

dedicata a mario e peppe, erano due amici 

 

Ⓒ2017-2019 Gentilino Cipriano – Tutti i diritti riservati

 

noia

in questa arca

il tempo si trascina furtivo

nelle sue fessure

tra semi trasognati

nelle tasche rivoltate

neppure i roseti hanno spine

prima del diluvio

eccentrico solo un mandorlo

dà fiori al mare

in questa noia

non serve essere pesce

se non si rompono le acque

Ⓒ 2017-2019 Gentilino Cipriano – Tutti i diritti riservati

in questo buio

al buio la carne informe

respira bolle confinate

nel pudore della morte

tra orme colme di cenere

e mani nel vuoto

delle palpebre chiuse

eppure sediziosa

cerca uno spiraglio

di voce che aliti

per chiedere perché

Ⓒ Cipriano Gentilino

sul tepore

una fiammella

di lanterna intirizzita

cerca olio anche d’avanzo

per un po’ di inciampo

agli annicchiati

indifferenti,

per un po’ di tepore

anche assoldato

in versi scandalosi

irriverenti,

prima che ci precipiti la notte

 Ⓒ Cipriano Gentilino

Gioielli Rubati 22: Cipriano Gentilino – Mauro Contini – Erospea – maxcalasi – Rosario “sarino” Bocchino – Giuseppe La Mura – Lorenzo – Massimo Botturi.

almerighi

questo numero e’ dedicato a tutti quanti sanno fare poesia su un cellulare, un margine di giornale, un biglietto ferroviario, un palmo della mano, un niente che poi si dimentica. Perché la poesia non ha bisogno d’altro: e all’affettuosa memoria di Costanza Pocechini

encantado

sogno il ragno rosso
baciare l’ape
nei fili esili,
la formica distratta
che porta molliche
ai passeri
arrossire pudica
per un pettirosso,
sogno vertigine
di pesci rossi
abbracciare
a palpebre umide
le mie anime folli
sempre evase,
e sogno ancora,
encantado.

Ⓒ Cipriano Gentilino, qui:
https://ciprianogentilinonuccio.wordpress.com/2019/01/15/encantado/

*

UN APPUNTAMENTO DI MEMORIA

Nella strada che si celava
dietro i suoi tornanti,
nella meta diffusa nell’immaginazione
ti incontrai un giorno,
fu un appuntamento di memoria
e non lo sapevamo,
la luce che ambiva
alla coincidenza con lo sguardo
nel folto dell’oscuro interrotto
da venti sfuggiti alla bufera,

-viandanti affini non ci sono più,
né le loro ore resistenti…

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esistenze


grembiuli ignari tentavamo
numeri ingessati alla lavagna,
solo dopo l’appello
venne la conta
prima il cinque, il due e il tre
rotondi e storpiati
il sei amputato
il nove pure
l’uno senza naso steso
e incenerito
il sette e il quattro
arruolati a Salò
agli altri non arrivammo mai
erano già marchiati sui polsi
e di loro perdemmo il conto

Cipriano Gentilino