dormiveglia

Nel dormiveglia della calura

scali il palmo della mia mano

e ti perdi tra dune e crepe

nel deserto dei fiumi secchi

 

mi dici affanno con le antenne

e storie di file mai più tornate

al formicaio, di profumi gasati

nel sonno delle notti d’amore

 

solo la mano ti sente e ti porta

pari alla fila dei tuoi, te ne vai

mentre le tue antenne, sembra,

salutino anche me.

 

©️ Cipriano Gentilino

 

Valderice, 30.07.2019

ph : dall’web

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18 Comments

  1. Ciao. Ogni tanto mi faccio viva solamente per un saluto: è questo il caso. Ho notato che hai aggiunto all’articolo l’immagine della formica nella mano, prima non c’era. La tua poesia è sempre più bella, se riletta più volte. Una delicatezza rara tu hai. Io sono invece un “baio dodecafonico” (ahahahaha, rido da sola). Dicevo: un saluto – e un sorriso differente da tutti gli altri “inviati” in passato. A presto.

    Irene

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