fili di seta

 

Perdonami qui, ai confini della vergogna
ora che solo il pudore trattiene il fiato
della estraneità e la testimonianza
non ci lascerà crisantemi tra i giusti.

Ci eravamo illusi di avere il tempo
di lasciare il rammarico, tra le vesti
non troppo stracciate, alla malinconia
e rifare voti ai cieli di nuovo illibati

ma è stato solo chiarore il tramonto
dopo che lo abbiamo lasciato andare
di là dove il ricordo ci sembrava oblio
e radici le mani dei fili riannodati.

Neppure i sogni tornano a tramare
le notti coi fili di seta rubati ai bachi
e le strade si rincorrono per chiese
sempre aperte all’obolo dell’incanto.

Sui vetri chiusi muoiono affrante le api
alla luce spenta della passione furtiva
per il contrabbando cinico di umanità.

Ma ora dormi le tue trame. Io annoderò
per te fili di seta anche questa notte.

© Cipriano Gentilino

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