Preghiera

Non sò chi sei, forse

ci siamo persi distratti

nella litania dei grani

che aspettano il turno

dei misteri gaudiosi e

tra ricordi evasi di notte

come ombre sui muri,

 

il tempo ci ha sfiorato

nell’inganno del solito

andirivieni della risacca,

le parole erano marcite

nel cesto dell’artificio

consueto di fuochi spenti

e i cappotti fingevano riti

di corone di spille e fiori.

 

Tu non sai chi sono, forse

ci siamo persi sgranati tra

misteri dolorosi nel vento

di questa bora volgare dei

refoli scordati nel deserto.

 

Io ora sono un vuoto e tre righe

tu ancora un numero tatuato

avvicinati e adagia la tua mano

alla mia, giunte come preghiera,

e tra le righe dei palmi sciolti

risentiamo il tempo del tepore.

 

ⒸCipriano Gentilino

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