in attesa di parola

 

 

siamo pesci rossi

di vergini stantie

tra righe di templi

senza  santi

bolle perplesse

d’apnea

per un pò d’aria

e qualche parola

 

 

ⒸCipriano Gentilino

 

 

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26 Comments

  1. “.. bolle perplesse
    di apnea ..”
    La tua arte poetica è davvero notevole. Mi è sembrato di entrare in una grotta sotterranea piena di stalattiti e stalagmiti. Grazie, Tornerò a trovarti con piacere.

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  2. Succede che ci viene a mancare non qualcosa che avevamo ma che non abbiamo più, di cui ci resta la nostalgia.  Succede che ci manca qualcosa che non sappiamo definire, il pezzetto del puzzle ancora da intagliare, l’angolo di cielo, una prospettiva insolita che sappiamo essere da qualche parte. Allora cerchiamo,  mossi dal desiderio. E quando cerchi sei già sulla buona strada, anche se ancora respiri con le branchie e sei muto come un pesce. (…chi lo ha detto poi, che i pesci non parlano?)

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    1. Si ! anche i pesci parlano fuori dalla boccia dei folli girotondi e ghirigori della nostalgia. Non si tratta di una parola nuova ma di prospettiva e di un pensiero che la sappia sorreggere, che sappia,spinta dal desiderio,trovare una nuove unità complesse in puzzle dinuovo dinamico. Grazie !

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  3. Mi arriva perfetta, forte, avvolgente e livellatrice, la stasi lacuale dell’assenza di ispirazione, parola animata di sentimento e fiducia, di un credo. Non si scrive nulla senza intenzione di giungere, toccare, comunicare, salvare, un poco, almeno se stessi.

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    1. Si, la necessità della ricerca di una parola nuova che tenti un percorso di salvazione prima e di approdo a un nuovo umanesimo poi. La poesia, penso, può e dovrebbe essere partecipe di questa ricerca. Ti ringrazio Paolo per il tuo commento.

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