solo ieri

Fiori ricurvi come penitenti

sul confine scolorito

delle istantanee

smarriti tra soliloqui

di confidenze non osate

quando gli abbracci

erano il rito

e domani un conforto,

tra i veli ignoti delle madri

ricurvi ancora lì

per l’amore

o scampolo di sesso

che fummo.

@cipriano gentilino

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19 pensieri riguardo “solo ieri

  1. Ciao!
    Alla fine, ho pubblicato la poesia, ispirata al tuo modo – come dicevo – di “inanellare”. Sperimentare così, ispirandomi a te, apre la mente e porta risultati sorprendenti. La poesia è Stigma(te).
    Un caro saluto, a presto.
    :-***

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  2. Ciao, sono resuscitata.
    Ho avuto una “disconnessione” in molti sensi, e non ho scritto quasi nulla — e letto pochissimo d’altri. Stasera sono un po’ stanca, a dire il vero, ma leggerti è un piacere divino (dico sul serio).
    Anche se non entro, per adesso, nel merito delle tue poesie, devo dire d’essere rimasta molto colpita, tuttavia: ho letto tutte quelle recenti (a cui non ho mai messo il like, per capirci). Sono indescrivibili (se dicessi meravigliose, sarebbe una miseria e una falsità). Non metto il like a queste tue poesie, per ricordarmi di rileggerle ancora (per sicurezza e perché sono una svampita, non si sa mai).
    Sei fonte d’ispirazione, per me: ho appena scritto una poesia “libera” che s’ispira al tuo modo d’inanellare i concetti e le immagini — non so se la pubblicherò (credo di no). Sei come la formica che porta molliche al passero, che volava a vuoto, senza nutrirsi. Mi sento e mi sono sentita come un passero affamato e, dopo averti letto, mi sento sazia.
    In ultimo (non per importanza) ti faccio le mie scuse: non ti ho ignorato mai, anche se non ho mandato segnali di risposta per mesi. Ero lontana con la mente. Sei il primo che rilegga dopo la pausa, non a caso.
    No… l’ultima, ma non per importanza, è un’altra cosa: l’abbraccio che ti mando. Un abbraccio celeste. A presto, tornerò.
    In punta di piedi,
    Irene

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    1. Ti abbraccio Irene, sono contento del tuo
      ritorno, ti aspettavo paziente ma la certezza del ritrivarti, ti ringrazio per i complimenti ma la cosa più importante è esserCi . A presto ! Un sbbraccio !

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  3. Ciao Paolo, ti ringrazio per i complimenti, ne sono particolarmente contento perché apprezzo la tua capacità di commento attento e sensibile.
    Concordo con la tua lettura sullo sguardo retrospettivo e sul dettaglio e, in particolare, sull’indugiare consolatorio ma non risolutivo dell’essere/ci dal caos.
    Grazie !

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  4. È un piacere leggere poesia accessibile ma raffinata, se così si può dire, nel porre l’accento e portare in risalto.
    Trovo qui, mi si conceda il collegamento, qualcosa che accomuna questa bella, delicata e profonda – come sempre – poesia e una pubblicata di recente da Flavio Almerighi. Lo trovo nell’uso della leva sulla fotografia di famiglia, l’istantanea messa in cornice e portata ad essere icona di qualcosa (unione sincera, dialogo, complicità) che forse non è mai esistito.
    Una pretesa che non trova il giusto fondamento. E allora lo sguardo retrospettivo si sposta su un dettaglio – i fiori, a margine, di sfondo, contorno abbellito – non trovando verità cui appigliarsi se non la loro essenza simbolica e reale, seppur sbiadita.
    Flavio non scruta, non si addentra nella cornice, simulacro inutile e illusorio, ma invita e richiama al vivere, al sentimento vero, all’amore di chi si ama veramente (una coppia), tu invece indugi e attraverso generazioni e abbracci germinanti, di cui rimane tutt’altra valenza (forse consolatoria, ma sterile).
    Piaciutissima. Per la sua cifra e la sua originalità (preservata in toto in questo mio forzoso parallelismo). Come mi è piaciuta molto la poesia di Flavio. Complimenti.

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