VETRINE

Foglia storta dal vento

sfuggito ai porti rinserrati

scricchiola nei refoli dei

crocicchi indifferenti tra

manichini travestiti nelle

vetrine opalescenti per

far finta che sarà festa,

tra  clochard e sigarette

spente nel roco soffio

di femmine esalato per

 far finta che sia amore.

 

ⒸCipriano Gentilino

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22 Comments

  1. E’ molto bella. Hai un modo forte di mettere in luce la malinconia di certe situazioni. L’impoverimento legato alla smania del consumismo. Le feste perfino hanno acquistato un sapore diverso. Grazie. Un abbraccio.

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  2. Una festività importante, tramutata in un “evento commerciale”, ove ognuno
    recita una parte dell’attimo, assai al di fuori della realtà della vita
    Mi piace tantissimo il tuo stile poetico, Cipriano, vicinissimo ai miei pensieri
    Buon pomeriggio, e un sorriso,silvia

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        1. si dal consumismo al sovranismo, vale solo il soldo, la persona è sullo sfondo, l’europa e la grecita’ e le influenze arabe antiche danno un valore centrale alla persona . Speriamo di non perdere ancora umanità .

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  3. Vedessi i portici di Bologna la grassa/dotta, nel percorso tra Bologna Centrale e Piazza maggiore, negozi anche di lusso, alcuni belli, alberghi anche di lusso, e ogni 15 metri un barbone accucciato senza più nemmeno il coraggio di chiedere, tanto che sei tu a farti avanti, se il Signore è nato in povertà, dando l’esempio, non vedo perché ci si debba dare al convivio a ogni costo, tanto il Natale lo inventò Aureliano ed era la festa del sole (sì, per farlo tornare); siamo una cultura sfigurata dal colore dei soldi e con idee prese a prestito qua e là.

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  4. Grazie a te ! certo una chiusa con Rocco avrebbe dato luogo a letture ben strane. Hai ragione dovrò curare più la metrica oltre la scelta del tono e del linguaggio. Grazie Brigida. Un caro sorriso .

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    1. Gentilino, la metrica in questa tua ha un sapore squisitamente spontaneo; l’ho letta e riletta in diversi accenti, senza essere riuscita a stravolgerla (cosa che spesso faccio con le mie). Rimane la strada che hai tracciato. E’ perfetta così, senza briglia alcuna. Imbrigliare in metriche rigide può sicuramente dimostrare padronanza del linguaggio scritto, ma siamo asserviti a così tanti padroni che sarebbe un peccato questo…
      Chino il capo alla bellezza che doni e invio un abbraccio ed un sorriso.

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      1. Grazie, l’ho cambiata un po’, ma solo verso una sonorità forse migliore e per esplicitare meglio l’immagine. Grazie per gli stimoli, il mio artigianato ludico non è certo arte ma solo un percorso di crescita e di dialogo, bello ! se piace .Ti ringrazio anche per il giudizio positivo con un bel sorriso e un abbraccio. Ciao Brigida 🙂

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  5. Molto bella caro Cipriano e mi piace molto la chiusa. Sperando tu possa gradire ti lascio una mia poesia. Un abbraccio. Isabella

    Immersi nella loro solitudine

    Esistenze
    ai margini
    si trascinano
    senza distinguere
    il giorno dalla notte,
    senza consapevolezza
    del tempo che scorre
    monotono,
    suoni, voci,
    lontani rumori.
    Volti segnati,
    rugosi,
    barbe lunghe
    incolte,
    capelli arruffati
    sporchi,
    coperte sulle spalle,
    fuochi accesi.
    Dormono
    sotto i ponti,
    sul nudo selciato
    o sdraiati
    su qualche panchina,
    qui e là ,
    nei parchi ,
    dove corrono
    festanti bimbi
    dal sorriso
    stampato
    sul bel visino.
    Vite a confronto :
    solitudine,
    beatitudine.
    Come in una giostra,
    chi scende , chi sale .
    E passano i giorni,
    lunghi,
    interminabili.
    Esistenze allo sbando,
    alieni ,
    abitanti di un altro pianeta,
    il loro,
    chiusi a riccio
    nella propria solitudine.
    Svuotati dentro,
    si lasciano andare,
    tra l’indifferenza
    di chi,
    solo
    da lontano,
    osserva.
    Isabella Scotti gennaio 2018
    testo : copyright legge 22 ottobre 1941 n° 633

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  6. Che strani gli occhi, che leggono diversamente (e prima) della mente:
    in questa ballata -per niente distrattamente metrica- in prima battuta ho letto “…Rocco lamento esalato” e la chiosa aveva assunto altro sapore.
    Sempre un viaggio, leggerti. Grazie.

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