Ignote stanze

Tra stanze ignote

la poltrona smunta

nell’angolo ormai storto

ti conforta ancora

con gli sconosciuti fantasmi

dei tempi impastati,

gli occhi dei figli

senza nome sanno allacciare

le scarpe come ti piace

e sono calore nel petto

quando la luce si affievolisce .

ⒸCipriano Gemtilino

Dall’web : Amedeo Modigliani –

Jeanne Hebuterne seduta in poltrona

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24 Comments

  1. Un tempo tardo, in cui malinconie e sogni del passato creano un senso di disagio, e la presenza
    dei figli rassicura, donando quelle certezze di cui si ha davvero bisogno.
    Grande realtà in questo notevole tratto poetico
    Buon inizio d’autunno, Cipriano e un caro saluto,silvia

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  2. Ciao.

    Fra tutte le diverse cose che mi fa venire in mente questa tua poesia, una mi ha colpita molto: la poltrona. Mi viene in mente il lettino d’uno psicoanalista, i cui fantasmi sconosciuti sono sia i pazienti nei ricordi, sia i moti inconsci dello psicoanalista stesso, controllati e forse ora liberi d’agire.

    Percepisco molta malinconia, e forse nostalgia, in questi versi… anche se credo si parli d’altro, leggendo sopra: leggo di Alzheimer, ma non riesco a coglierne molto.

    È una poesia riuscita, lo dimostra il fatto che, passando di lettore in lettore, come nel mio caso, il suo contenuto supposto s’amplifichi… come le diramazioni di un albero senza confini s’innalzano al cielo, abbracciandolo.

    Irene

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    1. Ciao Irene, percepisci due aspetti importanti. La malinconia empaticamente vissuta con i familiari di pazienti Alzheimer e la nostalgia di avere finito con quel lavoro. Gestivo, tra l’altro un Centro Alzheimer. Il cambiamento dato dalla patologia induce forti emozioni con le quali succede di proiettare se stessi perplessi nel mondo della dimenticanza, della disconoscenza e del disappendimento. Si molta emozione e sim-patia ! Grazie ! Un caro abbraccio.

      Piace a 2 people

    1. Mi ha molto colpito la poesia. Non avevo letto il tag (leggevo il rivolgersi a una persona anziana).
      Ho trovato stupendi i primi versi. Arrivato all’angolo storto, rimanendo in tema di evocazioni pittoriche, ho visualizzato le prospettive degli interni di certi quadri di Van Gogh (la stanza, anonima, con un letto, una sedia, una finestra).
      E’ una poesia assoluta, per me. Trascende il singolo caso e si fa universale. Per l’uomo anziano, che perde la memoria e la cognizione e porta con sé emozioni (e voci) a occhi chiusi.
      E’ qualcosa di infinitamente bello.

      Piace a 3 people

  3. eppure da quel che hai scritto pensavo proprio di sì. Era la moglie di Modì. Raccontano sia stato un grande amore, il loro. Quando lui è morto, lei ha scelto di seguirlo. Ma non aggiungo altre tristezze ^_^ …
    buona serata

    Piace a 1 persona

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