notre dame

cercano madri

le ceneri delle streghe

rinate dai patiboli accatastati,

le carni troppo benedette

nel retrobottega degli altari,

le ultime bolle prima

dei fondali torbidi,

con le mie anime folli

anche io mi aspetto

tra le acque rotte di mia madre

ora che diluvia

Cipriano Gentilino Ⓒ 2017-2019

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Preghiera

Scricchiola accartocciata

nella vergogna degli ossimori

la mappa del disinganno,

 

sul crinale dello scandalo

gracida di dialetti e disamori

tra contorsioni di fantasie

nei caos delle piogge acide

 

ma uccelli migranti tentano

mappe dopo le mangrovie

dove l’estraneo era un’ombra

e mani giunte sentono l’ora.

 

Cipriano Gentilino  Ⓒ 2017-2019

homo sapiens

 

Sono un uomo

o così mi pare

anche tu, forse

 

ci siamo persi

 

non fidarti di me

brucio parole

per scaldare

i morti di un ieri

chissà quale

 

ho perso pure il tempo

anche tu, forse

 

se hai un dio

chiedigli dov’è

ma non ti fidare

neppure di lui.

 

 

 

 

©CiprianoGentilino

isola

Nodo, lasciato al mare

dal cordaro,

terra rafferma per

crocicchi di radici

mai tutte note

e tele disfatte

nelle notti dell’inganno,

isola di fiori di campo

e migranti,

sei nodo imbrogliato

di byzantium.

©Cipriano Gentilino

a domani

 

 

sto dormendo, chi siete ?

siamo te 

e che fate ?

cerchiamo il tempo, lo abbiamo perso al luna park

e quelle ombre ?

umani come noi fuggiti dal giostraio

oh !

dormiamo insieme e un tempo forse ci troverà

e per loro

facciamo spazio nel letto ora. 

A domani.

 

 

 

 

©Cipriano Gentilino

 

 

 

 

 

 

in attesa di risacca

 

come cocci di coppe sulla battigia

brindate di notte da labbra ormai

fredde alle paredolie di nuvole

andate ora a piovere altrove

neanche un  riflesso di senso

in questo silenzio estraneo

prima che la risacca ci prenda

pesci rossi a trovare una coda

ⒸCipriano Gentilino

snodo

snodo cotone e corda

di lacrime trattenute

dall’erba della collina

dove scroscia il dirupo

delle esistenze incerte

 

odisseo di fantasmi

folli e ombre vuote

nel nulla del tempo

irrisolto dal dubbio

snodo fili di corda e

seta di amori finiti

 

odisseo di essenza sono

pioggia controvento

per il grano

della sacca di penelope

 

 

                         ⒸCipriano Gentilino

 

 

geroglifici

 

Il vuoto s’adagia

lento tra i sudari

dei riti del silenzio,

sui vetri appannati

del fiato ingiallito,

sugli stipiti delusi

delle vene molli

 

e furtivo s’insinua

il tempo svanito

tra le nebbie

di corpi illusi

di avere un’anima.

 

Caute dita forse

tenteranno nuovi

geroglifici di sabbia

per volare ancora

al primo vento.

 

 

Ⓒ Cipriano Gentilino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

chewing gum

 

 

Il tempo ci ha traditi

lo pensavamo nostro

mentre ne facevamo

bolle di chewing-gum

e gli lasciavamo

labbra da baciare,

 

ci ha reclusi

ora che le ossa

scarnite non lo sanno

più rincorrere

 

solo illudersi di riaverlo

per trasognare

ancora per un pò

di liberare nuvole

Acetoselle

 

 

In questo vento lunare

si squietano ondivaghe

le mimose

eppure le mani raccolgono

acetoselle

alla Vergine*gravida e silenziosa

    nera del nubifragio

e alla mia anima,

di quattro ossa e qualche speranza,

sembra già che

possa farsi concava

anche per un miscredente.

 

*Quadro di Madonna nera scampato ad un nubifragio. Santuario di Custonaci (TP).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

amici

non sapevamo
di cappotti bucati sottopelle,
i sassi levigati a salsedine
e sospiri di sesso
si facevano biglie per noi
tra gli aghi dei pini,
tu facevi cantare i pesci
lui pescava arcobaleni
siete arrivati prima
il cappotto di
Mauro
lo appesero dopo,
dispersi, sento ancora
fiori
rossi di pudore
fare l’amore

 

dedicata a mario e peppe, erano due amici 

 

Ⓒ2017-2019 Gentilino Cipriano – Tutti i diritti riservati

 

noia

in questa arca

il tempo si trascina furtivo

nelle sue fessure

tra semi trasognati

nelle tasche rivoltate

neppure i roseti hanno spine

prima del diluvio

eccentrico solo un mandorlo

dà fiori al mare

in questa noia

non serve essere pesce

se non si rompono le acque

Ⓒ 2017-2019 Gentilino Cipriano – Tutti i diritti riservati

in questo buio

al buio la carne informe

respira bolle confinate

nel pudore della morte

tra orme colme di cenere

e mani nel vuoto

delle palpebre chiuse

eppure sediziosa

cerca uno spiraglio

di voce che aliti

per chiedere perché

Ⓒ Cipriano Gentilino

sul tepore

una fiammella

di lanterna intirizzita

cerca olio anche d’avanzo

per un po’ di inciampo

agli annicchiati

indifferenti,

per un po’ di tepore

anche assoldato

in versi scandalosi

irriverenti,

prima che ci precipiti la notte

 Ⓒ Cipriano Gentilino

esistenze


grembiuli ignari tentavamo
numeri ingessati alla lavagna,
solo dopo l’appello
venne la conta
prima il cinque, il due e il tre
rotondi e storpiati
il sei amputato
il nove pure
l’uno senza naso steso
e incenerito
il sette e il quattro
arruolati a Salò
agli altri non arrivammo mai
erano già marchiati sui polsi
e di loro perdemmo il conto

Cipriano Gentilino











solo ieri

Fiori ricurvi come penitenti

sul confine scolorito

delle istantanee

smarriti tra soliloqui

di confidenze non osate

quando gli abbracci

erano il rito

e domani un conforto,

tra i veli ignoti delle madri

ricurvi ancora lì

per l’amore

o scampolo di sesso

che fummo.

@cipriano gentilino

encantado

sogno il ragno rosso

baciare l’ape

nei fili esili,

la formica distratta

che porta molliche

ai passeri

arrossire pudica

per un pettirosso,

sogno vertigine

di pesci rossi

abbracciare

a palpebre umide

le mie anime folli

sempre evase ,

e sogno ancora,

encantado.

Cipriano Gentilino

la lisca e il riccio ( con traduzione in spagnolo del poeta Vicente Vives )

 

mentre ancora dorme

con la solita moglie

l’uomo del faro

una lisca di pesce e

mezzo riccio di mare

di una onda fuori tono

risuonano curiosi mentre

insinuano ad ogni risacca

le spine nei vuoti,

e dormono insieme

dopo l’amore

Ⓒ cipriano gentilino

 

 

mientras sigo durmiendo

con la esposa habitual

el hombre del faro

una espina de pescado y

medio erizo de mar

de una onda fuera de tono

resuenan con curiosidad mientras

se insinúan con cada surf

las espinas en los vacíos,

y ellos duermen juntos

despues del amor

 

http://poesiaistante.wordpress.com

in riga

se sei entrato per dolcini

da the la finestra è aperta

questa è la casa di un folle

non senti l’eco dei silenzi

distillare anime moribonde

sviscerate con lame affilate

da corpi putrefatti pronti

all’ultimo sputo in riga

nei sacchi della raccolta

indifferenziata ?

Ⓒ cipriano gentilino

bici nera

non ti lascio,

figlia mia,

falsi passaporti

per nuvole ingessate

né teorie di cupole

vergini in tempo di guerra

solo quattro capelli

bianchi irriverenti

alla riga del pettine

e un uomo solo

senza colore

su una bici nera

senza luci



Cipriano Gentilino

periferie

cappotti disabitati  

coni inversi di luce

in periferia

solitari al mercato

nero delle parvenze

aspettiamo penultimi

il bus del rientro

per due parole

con il conducente

Cipriano Gentilino

baci

nel tramonto

non attendere

la fronte fredda

del vestito buono

le mani rappacificate

non ti abbracceranno,

sfiorami ora di baci

siamo linee di luce,

meteore solo il tempo

di un desiderio.

ⒸCipriano Gentilino

mediterranea

ti avrei amato

mediterranea

madre meticcia

di gelsomini

venere puttana

di imam

savoiardi e babba’

ti avrei amato

fossi stata

oriente di pretini

in camporella

e ti avrei tradito.

 

 

Cipriano Gentilino

Ph dall’web dipinto di Alessandro Siviglia

ombre cinesi

io e te ( chiunque tu sia )

siamo ombre sul telo

al gioco di luce pallida

nel teatro degli altri

le danze sono musiche

di violini senza corde

gli abbracci distanze

diffidenti senza baci

io e te ( ora so’ chi sei )

siamo follia

se spegni la luce

senti la mia carezza

e ti dirò chi sono

cipriano gentilino

maschere

un vento trascinerà

rantoli di foglie secche

prima che piova

il pianto delle maschere,

lamenti tra muri tentennanti

nella riga di maestre badesse

e priori viziosi

nei confessionali ipocriti,

un vento imperterrito

ci denuderà riflessi

di uomini pari al bisogno

come riverbero di stelle

nel miraggio di questo deserto

cipriano gentilino

anima mia

Peripatetica tra ulivi e cicuta

appiccicata ai muri dei folli

e nei chiostri dei flagellanti

abusata da pie labbra giulive

nei petti freddi degli infami

verso molliccio di amori illusi

dispersa tra morti in guerra

e neppure un fior di loto

a farti animo.

Ⓒ Cipriano Gentilino

Abbaglio

Nella ragnatela di vetri rotti

tra stipiti storti dall’artrosi

inebriate di palpebre umide

pure le stelle sono in ritardo

alle linee insensate delle dita

nelle notti sole prima

di svanire all’abbaglio

 

ⒸCipriano Gentilino

Dictaturae

Scintillio di cristalli

agli archi dei trionfi

non rasare il collo

alla ghigliottina

prima sono altri

i nemici,

prepara

i polmoni ai gas

bacia i tuoi figli

d’affetto e resisti.

Cipriano Gentilino

Maschio

Recluso dal filo spinato

dei tuoi occhi ciechi

abusato dalla barba

maschia dei tuoi padri

 

prova il pugno solo

tra giostrai, la mira  

tra  pesci rossi

la caccia è aperta

per soli anti-biotici

a mandrie claustrofobiche

 

dormi solo il sonno

del tempo andato

una carezza

forse femmina

ti sveglierà.

ⒸCipriano Gentilino

Totem

Totem imbarazzati

senza vesti e monili

non attendono rosari

nè osano il bacio

nella palude stantia

sfumano senza figli

nel disuso d’amore.

Cipriano Gentilino

Versione tradotta in spagnolo da Vincente – http://poesiaistante.wordpress.com

Totem avergonzado

sin ropa y joyas

no esperan rosarios

ni besan el beso

en el pantano añejo

desvanecerse sin niños

en el desuso del amor.

 

Indiscreto


Indiscreto mi cerco

nel verso impudico

silenzio di carezza

mi ascolto nei baci

incerti nell’ignoto    

spurio tra sedie pari

nelle osterie certe

degli ebbri di sé

 ⒸCipriano Gentilino

VETRINE

Foglia storta dal vento

sfuggito ai porti rinserrati

scricchiola nei refoli dei

crocicchi indifferenti tra

manichini travestiti nelle

vetrine opalescenti per

far finta che sarà festa,

tra  clochard e sigarette

spente nel roco soffio

di femmine esalato per

 far finta che sia amore.

 

ⒸCipriano Gentilino

GRU

Migrano come gru

al tepore senza muri

pellegrini al miracolo

nei confini degli imperi,

stormi fanno figli

dell’affanno nell’attesa

dell’altra apparizione.

ⒸCipriano Gentilino

codice binario

siamo geroglifici

sul quaderno a righe

storte dall’umido

caduto alle palpebre

sul grembo incerto

senza madrasse,

candore tra tepori

di tagliole evanescenti

a caccia chiusa,

geroglifici ritagliati

senza sesso

EU-TOPIA

muoiono diafane utopie

negli scarti degli outlet

tre parole di etichette

sui cartoni nei treni

dei binari 21

ceneri gasate alla nebbia

cadono per caso

un colpo per due

muoiono dormendo

senza dovere un sogno

ⒸCipriano Gentilino

Foto di Fabrizio Ielmini, dall’web.

Love

senza luna funanbolo

tento la corda

tra me e me

con piedi scalzi,

oscillo senza riguardo

sui vuoti a perdere

tendo i muscoli

in equilibri impudici

sfratto il disincanto,

non ridò più la corda

all’orologio che ho al polso

sciamani

talora senza attesa              

adagiamo lo sguardo

sfuocato nel vuoto

delle fantasticherie

lambiamo il niente

tra le pieghe contorte

del soffio ancora caldo

il limite che non c’è

tra noi e il nulla

rasentiamo l’assenza

senza sapere perchè

 

 

In Sicilia, per la Festa dei Morti nella notte tra l’1 e il 2 novembre i bambini ricevono “ dai parenti morti “ in dono giocattoli, dolci di martorana e pupi di zucchero  con lo scopo di mantenere un legame affettivo con chi non c’e’ più e che continua a vegliare su di loro. La Festa sta’ scomparendo dopo la recente diffusione di Halloween.

nella nebbia

nella nebbia

che cola umida

meridiane pregano

litanie affiatate

a respiri di muri

di notti senza amore,

annoiate cercano

dèi perturbanti

la solita ora

nel vuoto tra stelle

il sapore di un bacio

sui ponti rialzati

Tirassegno

tiriamo fuori le coperte

rattoppate dall’armadio

tarlato, farà più freddo,

barboni beviamo aceto

alla veglia per le ignote

degli orgasmi impotenti

fiaccole fredde strafatte di

cera colata nei sottoscala

ammuffiti di sputi distratti,

farà freddo tra i tirassegno

senza lenzuola tiepide

del letto, nelle tasche

la pioggia

la pioggia d’autunno

dei cieli anneriti

scioglie lenta epitaffi di

occhiali e scarpe di cenere

giacche rattoppate di piombo

e cadono di notte dal platano

foglie rosse scosse

senza coro di versi ribelli

Gioielli Rubati 31: Giuseppe La Mura – Cipriano Gentilino – Frabrizio Centofanti – Felice Serino – Paolo Beretta – Maria Allo – Marco G. Maggi – Anna Leone.

Mi fa piacere riaprire il blog con “Gioielli Rubati” curati dal poeta Flavio Almerighi, che ringrazio, e con un ” a domani ” indeterminato ma aperto alla possibilità di scrivere.
Chiedo scusa per l’interruzione.
Grazie per l’interesse e la vicinanza.

almerighi

I miei risvegli
Sono intinti nell’indaco
Oltre me
Si svegliano anche i ricordi
E dunque sprofondo nel mare
Che mi porto dentro.

di Giuseppe La Mura, qui:
https://giuseppelamura.wordpress.com/2019/03/14/15620/

*

a domani

sto dormendo, chi siete ?

siamo te

e che fate ?

cerchiamo il tempo, lo abbiamo perso al luna park

e quelle ombre ?

umani come noi fuggiti dal giostraio

oh !

dormiamo insieme e un tempo forse ci troverà

e per loro

facciamo spazio nel letto ora.

A domani.

di Cipriano Gentilino, qui:
https://ciprianogentilinonuccio.wordpress.com/2019/03/14/a-domani/

*

Tornare a casa

Avevo fame, e mi avete respinto,
ma avete fatto la fila per ricevermi nell’ostia.
Avevo sete, ma mi avete lasciato
in balia delle onde, dell’acqua che dà morte,
anziché dissetare.

Ero malato, ma vi siete rifatti il viso un’altra volta,
piuttosto che occuparvi del mio volto sfigurato.
Ero straniero, ma mi avete bollato
come nemico della pace, pur di serbare

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Gioielli Rubati 26: Vincenzo Costantino Cinaski – Irene Rapelli – Luca Yok Parenti – Agostino Resta (AGORES) – Riccardo Mannerini – Amina Narimi – Emilia Barbato – Bianca Bi.

almerighi

SOLO PER ME

Il mondo
mi ha regalato il mondo
con tutte le sue contraddizioni e le sue
curve.
La vita
mi ha cercato
solo quando mi nascondevo.
La luna
mi ha trovato
in preda a un furto.
Le stelle
hanno illuminato
solo perché non avevano niente da fare.
Il cielo
ha cercato
di prendermi in giro e io ci ho creduto.
La strada
mi ha stretto la mano
e ci siamo sorrisi.
Finalmente
ho cercato qualcosa di blu
e tra notte e cielo
ho trovato
l’ultimo angelo che mi ha portato via
dall’inferno e dai sentimenti
accontentandosi del semplice fatto che
sono vivo.
E ringrazio Dio che lo sia anche lei
per me
solo per me
e forse anche per voi.

di Vincenzo Costantino, qui:
SOLO PER ME

*

LUX AETERNA

La marea cacofonica bisbiglia
iati, mezzi toni, sfumature,
lampi d’oscurità nel parapiglia
dell’adulto, l’assedio di paure

dissezionando vuoti…

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Gioielli Rubati 22: Cipriano Gentilino – Mauro Contini – Erospea – maxcalasi – Rosario “sarino” Bocchino – Giuseppe La Mura – Lorenzo – Massimo Botturi.

almerighi

questo numero e’ dedicato a tutti quanti sanno fare poesia su un cellulare, un margine di giornale, un biglietto ferroviario, un palmo della mano, un niente che poi si dimentica. Perché la poesia non ha bisogno d’altro: e all’affettuosa memoria di Costanza Pocechini

encantado

sogno il ragno rosso
baciare l’ape
nei fili esili,
la formica distratta
che porta molliche
ai passeri
arrossire pudica
per un pettirosso,
sogno vertigine
di pesci rossi
abbracciare
a palpebre umide
le mie anime folli
sempre evase,
e sogno ancora,
encantado.

Ⓒ Cipriano Gentilino, qui:
https://ciprianogentilinonuccio.wordpress.com/2019/01/15/encantado/

*

UN APPUNTAMENTO DI MEMORIA

Nella strada che si celava
dietro i suoi tornanti,
nella meta diffusa nell’immaginazione
ti incontrai un giorno,
fu un appuntamento di memoria
e non lo sapevamo,
la luce che ambiva
alla coincidenza con lo sguardo
nel folto dell’oscuro interrotto
da venti sfuggiti alla bufera,

-viandanti affini non ci sono più,
né le loro ore resistenti…

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Gioielli Rubati 18: Italo Bonassi – Cipriano Gentilino – Stefania Giannetto – Felice Serino – Luciana Riommi – Nadia Alberici – Emilio Ferro – Erospea.

Un bel regalo di inizio anno dal poeta Almerighi .
Buon anno 2019

almerighi

Allora, ricominciamo, la Terra è rotonda e auguro a tutti un 2019 migliore; e… dice, ma migliore rispetto a che? Rispetto al 2018 e precedenti.

DIARIO DI UN MORTO

Non percepisco tutto in una volta,
ma a poco a poco. Qui da noi le voci,
qui, sotto terra, tardano a arrivare,
ci mettono più tempo per raggiungerci.
Come dentro una camera antiacustica,
suoni, rumori, voci son smorzati
di quel tanto che arrivano un po’ fiochi.

Tanto per dire, oggi, a mezzogiorno,
c’è stato per esempio un funerale
di un povero operaio di un cava
di porfido di Albiano. C’era il prete,
un chierico che aveva l’acqua santa
e un vecchio ch’era lì proprio per caso
in visita di una zia morta da anni.

Dunque, appena il prete fa il discorso
che di solito si fa se uno muore
(oh, due parole, non di più, era povero…),
ecco levarsi un coro…

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